La Legge di Riforma degli Ordini delle professioni sanitarie (n° 3/2018), ha modificato le sanzioni irrogate in caso di detenzione di medicinali scaduti, guasti o imperfetti, prevedendo la depenalizzazione della sola detenzione in funzione della tenuità del fatto, mentre la consegna al pubblico resta comunque un reato, punito dall’articolo 443 del codice penale.

Lo ha recentemente precisato il Ministero della Salute, Direzione generale dei dispositivi medici, rispondendo a una richiesta di chiarimento della FOFI. Infatti si può ricorrere a una semplice sanzione amministrativa se si può escludere che i farmaci scaduti, guasti o imperfetti fossero detenuti al fine di porli in commercio. A tale scopo devono ricorrere queste tre condizioni:
a) modesta quantità dei farmaci in questione in rapporto alle riserve della farmacia;
b) modalità di conservazione che escludano la destinazione al commercio (per esempio attraverso l’individuazione di uno spazio nella farmacia destinato esclusivamente a ospitare farmaci destinati allo smaltimento);
c) ammontare complessivo delle riserve, vale a dire che in assoluto l’ammontare dei medicinali scaduti, guasti o imperfetti, deve essere tale da far ritenere lieve o molto lieve, la trasgressione da parte del farmacista.
Se non si presentano tutte queste condizioni, anche la sola detenzione continua dunque a costituire un reato.

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