Sono esperienza comune a moltissimi colleghi le difficoltà relative alla dispensazione ai pazienti dei farmaci loro prescritti alla dimissione dall’Ospedale. Spesso queste prescrizioni, in particolare nei giorni festivi e prefestivi, sono effettuate con la lettera di dimissione, firmata digitalmente dal medico ospedaliero del reparto di degenza o del Pronto soccorso.

Questo documento viene portato dall’assistito direttamente in farmacia, anche se non rappresenta una vera e propria prescrizione, ma un indirizzo terapeutico al medico curante ai fini della conseguente prescrizione. Da sempre questa situazione rappresenta un momento critico per il farmacista che, se rispetta la legge, non può dispensare il medicinale né a carico del SSN né a carico del cittadino, provocando il malcontento del paziente i cui bisogni terapeutici restano insoddisfatti. Se invece provvede alla dispensazione commette comunque un illecito e si espone alle conseguenze del caso, considerando anche che trattenere la lettera di dimissione stessa, oltre che inutile ai fini legali, rappresenta una violazione del diritto alla riservatezza del paziente. La Federazione degli Ordini dei Farmacisti della Lombardia ha interessato della questione la Direzione Regionale Welfare, e in particolare la Struttura Farmaco, Dispositivi e Hta, la quale ha prontamente inviato una circolare alle strutture ospedaliere lombarde in cui si ricorda che “Il farmacista non può … erogare il medicinale a seguito della sola presentazione della lettera di dimissione” e “si chiede cortesemente di comunicare ai propri medici prescrittori la necessità di supportare il paziente all’atto della dimissione ospedaliera: accertandosi che l’assistito possa accedere tempestivamente al proprio medico curante per l’opportuna prescrizione a seguito della lettera di dimissione” o, in alternativa, “effettuando, oltre alla lettera di dimissione, la prima prescrizione su ricettario del SSN o in regime extra-SSN, con particolare impegno nelle giornate prefestive e festive”. A questo punto si invitano i farmacisti a tenere un comportamento comune a fronte della presentazione della lettera di dimissione in sostituzione della ricetta, e a far presente ai pazienti e a chi se ne prende cura che il medico ospedaliero, in caso di necessità, può prescrivere sia sul ricettario regionale sia sulla cosiddetta ricetta bianca.

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