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Un italiano su due (47,9%) si rivolge al farmacista per la gestione dei disturbi di salute più comuni, confermandone il ruolo di riferimento nell’orientare i cittadini verso scelte di automedicazione consapevoli. Una funzione ancor più essenziale in un Paese in cui il 58% degli adulti ha competenze sanitarie inadeguate e in cui cresce il ricorso a internet, social network e IA per cercare informazioni sulla salute. È quanto emerge dallo studio “Il valore dell’automedicazione. Un pilastro per la salute pubblica e l’economia del Paese”, realizzato da The European House Ambrosetti per Assosalute e illustrato a Roma alla presenza di rappresentanti della filiera farmaceutica e delle Istituzioni, che hanno riconosciuto il valore del counseling del farmacista per un’automedicazione consapevole e sicura. Il presidente Mandelli ha evidenziato come l’ampliamento delle competenze professionali rifletta la capacità del farmacista di evolvere per rispondere ai nuovi bisogni della popolazione e contribuire al rafforzamento del modello di assistenza territoriale delineato dal DM 77, fondato su prossimità e collaborazione tra professionisti.