L’Enpaf comunica che i Ministeri competenti hanno approvato la modifica del Regolamento di previdenza dell'Ente - adottata con la deliberazione del Consiglio Nazionale n. 13/2018 - che consente all'iscritto, a cui l'Ente eroga la pensione di vecchiaia o di anzianità, ma che continua a svolgere attività professionale, di chiedere la riduzione del contributo previdenziale nella misura del 33,33 per cento o del 50 per cento.

La nuova disposizione si riferisce a tutti gli iscritti pensionati, che non abbiano ulteriore copertura previdenziale obbligatoria, per l’attività professionale che ancora svolgono, rispetto a quella versata all'Enpaf (come titolari, soci, collaboratori di impresa familiare e associati agli utili di farmacia privata, esercenti attività professionale in regime di lavoro autonomo) e che finora erano obbligati a versare la contribuzione in misura intera anche dopo il pensionamento.
La norma, spiega la comunicazione dell’Ente previdenziale, entra in vigore dal 1° gennaio 2019, già da quest’anno, quindi, è possibile presentare la domanda di riduzione contributiva nella misura prescelta; il modulo predisposto per avanzare l'istanza di riduzione è disponibile sul sito internet dell'Enpaf, www.enpaf.it, nella sezione "Documenti" alla voce "Modulistica-Contributi" (clicca qui), oppure è possibile scaricarlo qui.

Come per ogni altra domanda di riduzione, vige il termine di decadenza del 30 settembre dell'anno in cui il soggetto matura il relativo requisito. Per potere ottenere la riduzione per l'anno in cui la richiede, deve trovarsi nella condizione giuridica prevista dal regolamento per almeno sei mesi e un giorno dell'anno stesso, al pari di ogni altro iscritto. La domanda di riduzione, una volta presentata, non necessita di essere reiterata per gli anni successivi.
Per l'anno 2019, considerato che l'approvazione della modifica regolamentare è intervenuta in un periodo in cui i bollettini bancari per la riscossione della contribuzione sono già pervenuti agli iscritti, coloro che intendano richiedere la riduzione, in qualità di pensionati tenuti, secondo la previgente normativa, al versamento della quota intera, potranno pagare la prima rata in scadenza ed attendere che, con la seconda emissione dei bollettini bancari, che avviene intorno alla metà del mese di ottobre, venga messa in riscossione la residua differenza dovuta.

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